Venerdì, 09 Ottobre 2015 21:35

La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni

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La strada dell'inferno è lastricata di buone intezioni

.....buone intenzioni.

Secondo capitolo della saga della ricerca e selezione del personale, continua dove once-upon-a-time si era fermato....

Intanto il 24 giugno del 1997 l'allora ministro del lavoro Tiziano Treu, PDS (was PCI and become PD, il partito non il ministro...) produsse la legge n.196/97 "Norme in materia di promozione dell'occupazione" aprendo così anche in Italia (land of art 18) la somministrazione di lavoratori dando il via libera alle agenzie interinali ed alle cooperative un po'sociali ed un po' no. (Di questo tema però parlerò in un articolo specifico).

Lo spirito di questo provvedimento era appunto pieno di buone intenzioni, allora il termine "precariato" era sconosciuto: o lavoravi o non lavoravi. Per ridurre la quota di chi non lavora questa legge, in teoria centrava gli obiettivi: consentiva alle aziende di usufruire di personale in funzione dei picchi di lavoro e permetteva ai giovani di entrare nel mondo del lavoro o di rientrare ai meno giovani. Il messaggio sottinteso era "intanto lavori, se lo fai bene l'azienda poi ha tutto l'interesse ad assumerti".

Al principio parve funzionare, la legge era ben scritta, una mediazione fra il liberismo anglosassone e le tutele italiche, ed è, a mio personale parere una delle poche leggi con un testo comprensibile anche agli esseri umani normali, per verificare leggete il testo della legge 196 cliccando qui

 Poi però le cose sono cambiate, da una parte c'è chi ha trovato una fonte di guadagno a spese del lavoratore, chi inseguendo la chimera della flessibilità ha perso ogni legame con la realtà, e poi il mondo stava cambiando... subito ci fu un tentativo di regolamentare il settore (Dlgs 469/97), ma il tentativo più serio avverrà nel nuovo secolo.

 

Un nuovo secolo carico di promesse per il mondo del lavoro

Irrompe internet ed il mondo cambia. Il nerd, lo smanettone informatico tutto brufoli dalla vita sociale nulla diventa l'hacker oggetto del desiderio di donne di ogni età, mentre la versione femminile entra nella mitologia letteraria grazie alla triologia di Stig Larson.  Un tizio che ora da consigli su grandi quotidiani su come investire in una intervista al TG3 durante il primo Futurshow dichiarò che dare il proprio numero di carta di credito in internet era come buttare il proprio portafoglio in un bus affollato......

Così nacque la new economy...

Siccome ci si è resi conto che con la new economy c'era lavoro per tutti è diventato necessario "regolamentare" i meccanismi che regolano (si come se ci fosse un gran traffico...) l'accesso al mondo del lavoro. Anzi, si cerca di mediare e fare incontrare la domanda e l'offerta di lavoro. Ma dove vivevano questi?

Inserito nella Legge Finanziaria del 2000, l'articolo 117 della legge 388/2000 (a firma del ministro del lavoro Salvi, sempre PDS) prevedeva l'accreditamento ministeriale per tutti i soggetti che avevano a che fare con il mercato del lavoro e non fossero dipendenti od aziende che assumevano e licenziavano.

 Al momento mi sembrò una legge assurda. Ora potrei quasi appendere l'accreditamento al muro e venerarlo come una icona bizantina.

 La legge riprendeva il concetto degli albi in base al tipo di attività come stabilito nel 1997. Ma inseriva alcune novità importanti:

  • chi era iscritto ad un albo non poteva svolgere le attività degli altri albi (e mi sembra logico, se sei nell'albo dei commercialisti non ha senso che ti metta a progettare ponti o palazzi..)
  • inoltre l'attività per cui eri iscritto all'albo doveva essere indicata nello statuto, e soprattutto doveva essere primaria, ovvero impattare per più del 50% sul fatturato aziendale
  • vengono fissati dei requisiti minimi in termini di capitale e di struttura (dal capitale sociale alle caratteristiche minime sia dei locali che come numerica e qualifiche degli addetti.

Nelle intenzioni la legge imponeva alle grandi società attive nel campo di creare nuove realtà altamente specializzate. Le grandi strutture di somministrazione dovettero creare aziende ad hoc per poter fare anche ricerca e selezione (Metis generò Seltis, Adecco generò Career, e così via...), allo stesso modo le major della consulenza avrebbero dovuto creare aziende specializzate nella ricerca e selezione del personale (ma qui molto poche, quasi nessuna lo fece). 

L'altro lato della medaglia prevedeva la sparizione delle figure consulenziali singole, che di fatto si trovavano ad operare nell'abusivismo.

 Fare gruppo, fare squadra, fare Lobby...

La procedura di accreditamento era davvero complicata, questo contribuì a far crescere gli iscritti all'associazione di categoria: ASSORES (ASsociazione SOcietà e studi di Ricerca E Selezione) che fornì un supporto valido nel completamento della pratica.

Nelle assemblee poi si puntava ad azioni decise per combattere l'abusivismo, ma i risultati furono molto blandi: da un lato le sanzioni previste erano risibili (facevano riferimento al regio decreto contro il caporalato e prevedevano il sequestro del mezzo utilizzato per portare i lavoratori nei campi....non è uno scherzo....) e dall'altro si cercava di far rientrare gli "abusivi" nel quadro legale aumentando la base associativa.

 Lo scopo era quello di fare lobby, cercando di sfruttare un peso politico per ottenere dal legislatore vantaggi nell'ipotesi di un rinnovato quadro normativo, che si supponeva sarebbe dovuto arrivare.

Anche questa è una buona intenzione che ci ha portati all'inferno, infatti tre anni dopo il sistema fu riformato, ma la lobby che maggiormente influenzò il legislatore non fu quella delle società di ricerca e selezione. 

 

Letto 1127 volte Ultima modifica il Lunedì, 26 Ottobre 2015 15:22
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