cerco lavoro

Cerco lavoro

Come trovare lavoro è una domanda che tanti si fanno. Dare una risposta utile ed efficace è lo scopo del progetto trova-lavoro.info fin dal principio. Sempre più persone che conosco, o meglio che conoscono il lavoro che faccio, mi salutano dicendomi "cerco lavoro, puoi aiutarmi?".

La risposta a chi mi chiede come trovare un lavoro è complessa. Mi viene in mente una antica storiella su una persona che sta morendo di fame e sulla scelta fra donargli un pesce oppure insegnargli a pescare. Ecco, il punto è questo: io non produco e non genero nuova occupazione, ma con questo progetto posso insegnarti, e, permettetemi, insegnarti bene, a trovare lavoro.

Cerco lavoro ma il lavoro non c'è

 Questa più che una verità è un alibi a volte. A seconda dei momenti politici e di chi sta al governo siamo tempestati di messaggi che ci dicono che la disoccupazione è in calo, che ci sono tanti che smettono di cercare lavoro ormai rassegnati, ma ci sono quelli che ci sbattono in faccia una quantità impressionante di offerte di lavoro per cui non si capisce come possa una persona normale non trovare lavoro. 

Vediamo un po di cifre serie. E' uscito un osservatorio curato dalla Università di Milano Bicocca con lo spin off Wollybi che ha preso in esame tutti gli annunci di ricerca di personale pubblicati in Italia da febbraio 2013 alla fine del 2014. Sono state censite circa 700.000 (settecentomila) posizioni.  Sono tante, secondo me non tantissime e comunque assai meno degli n milioni dichiarati di volta in volta dal politico di turno. Fate una botta di conti, se la disoccupazione è il 12% della popolazione attiva, e se stimiamo in difetto che la popolazione attiva sia 30 milioni allora abbiamo circa 3 milioni e mezzo di soggetti che cercano un lavoro a fronte di una offerta di settecentomila, quindi un posto per ogni 5 che cercano. Questa è la verità, oggi in Italia. Il resto sono chiacchiere o favole da raccontare prima di addormentarsi a chi si domanda come trovare lavoro.

Trovare lavoro non è impossibile

Riprendiamo il dato di prima 1 su 5. E' una media astratta e abbastanza irreale, ma sempre una media. Quindi cercate di vederla nel modo migliore: in ogni vostra ricerca di lavoro ve la dovrete vedere alla fine della selezione con altri cinque candidati, quindi avete il 20% di possibilità di successo..... Sarebbe bello, ma dopo tutto non è una cosa così irreale come sembra.

Cercare lavoro dove?

La tabella a lato è tratta da Wollybi, ed è un riepilogo sul territorio nazionale. Già osservando questi dati si vedecome le prime tre regioni in graduatoria: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna coprano da sole più del 57% del totale.

E' chiaro che per molti, e parliamo di una quota significativa, la mobilità nel territorio per trovare lavoro non costituisce un problema, d'altra parte questo quadro non è una novità, penso che più o meno sia stato così dalla fondazione della Repubblica Italiana o anche dall'unità d'Italia, con qualche variazione nelle percentuali delle varie regioni. Semplicemente ricalca il quadro della densità produttiva manifatturiera, industriale e dei servizi in Italia.

In realtà però l'aspetto territoriale se per chi è impegnato a cercare lavoro non è un problema occorre considerare come invece rappresenta una barriera all'ingresso da parte delle aziende che assumono. Come potete vedere in questo articolo (aggiorna il link), una delle caratteristiche richieste è la residenza in loco. Questo aspetto è inversamente proporzionale alla qualifica o alla retribuzione del soggetto. Mi spiego meglio: se una azienda cerca un dirigente terrà conto primariamente delle caratteristiche professionali e di quelle personali primarie senza dare particolare importanza alla residenza, a meno che nel profilo richiesto non sia prevista una conoscenza approfondita del territorio. Diversamente se di deve assumere una figura professionale con caratteristiche professionali minime e con una retribuzione equivalente, l'aspetto territoriale diventa rilevante. E' giusto? Non mi posso pronunciare in modo definitivo, comunque ha una sua logica: il trasferimento comporta dei costi, spesso anche rilevanti se oltre alla persona che sta per trovare il lavoro si devono spostare anche i familiari. A volte questo comporta anche una perdita nel reddito familiare perchè uno dei due dovrà rinunciare alla propria occupazione. Chiaro che con una retribuzione alta il quadro è sostenibile, con una bassa invece diventa difficile, quindi si sposta solo il soggetto. Che, assunto riceverà anche una formazione che però l'azienda non è disposta a rischiare di perdere perchè la persona decide di riunirsi alla famiglia. Questo è uno degli aspetti, per esperienza diretta è quello più rilevante. Tenete conto che in una selezione se l'azienda che assume si trova a decidere fra due candidati che hanno caratteristiche, competenze professionali, titoli ed esperienze equivalenti allora inevitabilmente verrà assunto quello che risiede nel comprensorio in cui l'azienda ha la sua sede.

Come fare allora? Quello che io consiglio è di eleggere almeno un domicilio sul territorio. Un domicilio reale però, non fittizio ed inventato e dedicare un po'di tempo a conoscere la zona. Non è fondamentale abitarci a tempo pieno, ma almeno avere una base per vedere le aziende che ci sono, avere informazioni sul loro stato e, fondamentalmente per distribuire i curriculum e per fare i primi colloqui. 

E' scritto anche in altre sezioni e mi ripeto anche qui: sono i dettagli che fanno la differenza, probabilmente il singolo particolare può non essere decisivo, ma la somma delle piccole cose vi farà perdere o trovare il lavoro. Se l'agenzia o l'azienda ti chiama per il colloquio in provincia di Treviso per dopodomani e tu abiti a Matera, non puoi chiedere uno spostamento perchè "risiedi lontano". O non ti viene concesso o peggio ti faranno salire per il colloquio di lavoro quando la posizione sarà già stata assegnata. Tenetene quindi conto, giusto od ingiusto, questo è il modo del lavoro.


Cerco lavoro, cosa devo sapere?

Come trovare lavoro non è una attività uguale per tutti, anzi è profondamente diversa a seconda dei casi: cambia il modo con cui cercare lavoro, cambia il modo con cui proporsi, cambiano i soggetti a cui proporsi, insomma cambia tutto. 

E' impossibile scrivere una soluzione perfetta su misura, però ci sono delle caratteristiche che sono già sufficienti per orientarci meglio (su trova-lvoro.info poi troverete i dettagli a seconda delle categorie in cui vi riconoscete).

Le distinzioni fondamentali sono:

  • Primo lavoro vs. nuovo lavoro: non hai mai lavorato oppure hai delle esperienze?
  • Ricerca di un lavoro vs. cambiamento del lavoro attuale: non hai un lavoro perchè hai terminato (per qualsiasi motivo) una esperienza o stai cercando di cambiare l'attuale occupazione?
  • Cosa so fare vs. cosa posso fare: quello che indiscutibilmente sai fare e quello che potresti fare in modo più che accettabile?
  • Cosa vorrei fare vs. cosa faccio: quello che desideri fare, aspirazione o passione che sia rispetto a quello che stai facendo o hai fatto finora.

Questi punti sono affrontati negli altri articoli di questa sezione del sito, qui spendo solo alcune parole sull'ultimo punto della lista perchè è potenzialmente letale se non gestito bene.

Cosa mi piacerebbe fare è un approccio che funziona se si sta valutando di mettersi in proprio (e pure lì non è sufficiente...), per chi vuole trovare lavoro come dipendente invece può risultare nocivo e fuorviante senza una gestione adeguata. Se si guarda al mondo del lavoro in modo oggettivo (potete anche dire cinico se vi fa piacere...) è chiaro che nessuno sta lì a offrirvi un posto di lavoro particolare solo perchè a voi piacerebbe. Ve lo offrono solo se siete in grado di farlo bene. Se poi questo coincide con quello che desiderate siamo tutti felici per voi, ma, ripeto, vi hanno assunto perchè sapete farlo bene. Magari hanno scelto voi perchè rispetto ad altri avete passione, ma questo è un dettaglio decisivo solo DOPO tutta la parte delle competenze.

Quindi dichiarate che vorreste fare cose solo se le sapete fare, e pure molto bene, sarebbe meglio.

Ho speso queste righe per cercare di evitare a tanti di proporsi per mansioni per cui non sono assolutamente qualificati, assumendo come giustificazione "sono consapevole di non avere esperienze nel settore della gelateria, ma siccome sono un appassionato del buon gelato artigianale mi appassionerebbe molto conoscere questo settore". Il tutto è bello, ma se l'azienda sta cercando qualcuno che sia in grado di insegnare a professionisti del settore la via dell'eccellenza il massimo che potrete ottenere sarà un sorriso prima di mettere il vostro curriculum nella pila di quelli scartati.