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offerte di lavoro nel web

Usare il web per cercare lavoro

Scrivere a proposito delle offerte di lavoro nel web è un po' come parlare di cucina oggi: un argomento di interesse collettivo e su cui tanti si dichiarano esperti di offerte di lavoro, sul web o ovunque e tanti scrivono o dichiarano fatti che non sono tali o descrivono un mondo totalmente virtuale, il tutto sulle spalle di chi le offerte di lavoro le cerca per sopravvivere prima ancora che per vivere meglio.

Trovare offerte di lavoro su internet è facile, ma poi...Piccola necessaria premessa

Per rendere più comprensibile questo argomento è necessario andare a riscoprire la storia recente delle offerte di lavoro. Non facciamo qui una distinzione di qualifica parliamo in generale. Un tempo le offerte di lavoro si andavano a consultare negli uffici di collocamento, poi si consultavano sui quotidiani, perlopiù in giorni precisi. Le aziende che avevano intenzione di pubblicare offerte di lavoro facevano la loro scelta editoriale sulla base di alcuni fattori in cascata:

  1. la difficoltà nel reperire il profilo ricercato
  2. la territorialità, ovvero se il profilo ha una numerica significativa si privilegia il territorio
  3. il costo delle diverse opzioni

 I quotidiani nazionali e quelli leader a livello locale avevano una rete di vendita distinta per la RPQ (Ricerca di Personale Qualificato) e gli spazi relativi erano venduti a costi molto più alti rispetto alla pubblicità tradizionale (il modulo base 40x30mm costava anche 5 volte tanto..) e garantiva una buona redditività.

L'avvento di internet, e ancor più come l'affermazione del web in Italia si è concretizzata ha sconvolto il sistema: oltre ad esserci una possibilità di raggiungere una platea vasta con un costo per contatto irrisorio ci si è trovati anche di fronte all'esplosione della new economy per cui le figure professionali più ricercate avevano etichette come 

  • web master
  • web designer
  • content manager
  • html analyst
  • site engineer
  • new media project manager

Per ricercare queste figure che avrebbero dovuto governare la rete non c'era scelta più ovvia che pubblicare offerte di lavoro nel web. Già ma dove? Chi aveva un sito strutturato pubblicava al suo interno, ma il problema era che un soggetto avrebbe dovuto cercare prima l'azienda e poi scoprire la presenza delle offerte di lavoro. Nell'altra sponda dell'atlantico erano nate le prime job board, le prime bacheche evolute, i nuovi portali per il reclutamento on line, insomma era noto quello che i guru chiamavano e-cruitment.

A questo poi si aggiunse il fatto che ai tempi, parlo del periodo 1999-2001, le aziende della new economy venivano valutate, quindi acquisite o vendute, sulla base di fondamentali completamente diversi da quelli dell'economia reale. Quando nel 2000 dopo aver lanciato jobitaly, il primo portale italiano (gli altri già presenti erano derivazioni dirette da versioni straniere) ci attribuirono un valore di 18 euro a profilo, una cifra spaventosa ma, come dice qualcuno, con cui non ci compri il pane. Però, siccome erano concetti noti e diffusi si è consolidata l'idea che con i portali che pubblicano le offerte di lavoro si guadagna molto.

Costruirne uno non costa molto e non è neppure difficile riempirlo di offerte di lavoro, basta pescarle in rete con qualche spider adatto. E così fanno tutti.

Quindi ci si trova di fronte a piattaforme sviluppate appositamente che gestiscono offerte di lavoro e candidature secondo logiche ben studiate e tipicamente la pubblicazione di offerte di lavoro è a pagamento. Poi ci sono piattaforme più semplici, con meno funzionalità base che puntano non tanto su chi pubblica quanto più sui visitatori per generare traffico ed introiti pubblicitari. In mezzo al guado poi ci sono progetti ben fatti che partono con le gratuità puntando a introdurre servizi a pagamento una volta raggiunta la popolarità. Uno su mille ce la fa: se faccio un censimento nella mia vecchia casella mail aziendale della società di selezione mi trovo più o meno mensilmente il lancio di un nuovo portale con annunci gratuiti o servizi mirabolanti. Dopo un anno ne resta il 10% di cui la metà attivi, non ci pubblico perchè ad ogni annuncio di lavoro si ricevono in media 3 o 4 curriculum, scarsamente centrati.

Poi ci sono gli aggregatori che ripubblicano e basta, qualcuno con un minimo di raffinatezza e di qualità.

E poi ci sono i portali creati dai quotidiani per sostituire le vecchie pagine "nel mondo del lavoro", ma solo due hanno una numerica significativa: trovolavoro.it del Corriere della Sera e miojob.it de La Repuublica.

Portali di offerte di lavoro nel web, quale scegliere?

Siccome non è possibile e neppure costruttivo tenere sotto controllo tutto è necessario fare delle scelte. Nell'articolo precedente vi ho suggerito un buon metodo che confermo come il migliore per cogliere le migliori offerte di lavoro per voi.

Una classifica dei vari portali è priva di significato proprio perchè dipende dalle aspettative personali. Restano i dati di fatto che sono le statistiche certificate dei vari dati di audience, ma andrebbero analizzate per intero in modo comparativo, peccato che ognuno pubblichi solo i dati che interessano...

Ci sono siti specializzati che stilano classifiche ponderate a livello mondiale sui portali, ma quasi tutti i ranking riportati hanno un valore solo se sei una azienda e devi pubblicare offerte di lavoro. Indubbiamente quello a mio avviso più qualificato è Jobboard Finder che raccoglie i dati di circa 800 portali in 162 paesi. In questa classifica il rating migliore fra i generalisti lo ottiene Infojobs.it con un 7,5/10 davanti a Cliccalavoro.it con 6.7/10 ed Helplavoro.it con 6.5/10, mentre monster.it raccoglie solo un 5,7/10. Ma questo è un rating per le aziende e non per i candidati, ed inoltre il panel di valutazione non è completo (il rating completo con integrazioni italiane è contneuto nel volume ONLINE

Personalmente come recruiter ho sempre utilizzato per pubblicare le offerte di lavoro dei mie clienti  infojobs in alternativa a monster con possibili duplicazioni su jobrapido e su uno fra miojob e trovalavoro, scegliendo in base alle caratteristiche della posizione, alla localizzazione dell'azienda ed alla difficoltà stimata di reperimento.

Quindi orientandovi fra i principali portali nazionali dovreste trovarvi bene specie se seguite le indicazioni che vi ho dato: fate il test e scegliete.

Se cercate un lavoro anche solo di livello medio, per capirci sui 30000 euro di RAL (Retribuzione Annua Lorda) non spenderei nemmeno un secondo nei portali di annunci gratuiti, specie se generici (per capirci quelli dove puoi comprare dischi usati, vendere gomme da neve, ...). Anche ammesso che ci siano alcune offerte di lavoro interessanti, state sicuri che le avrete già trovate nei portali principali da alcune settimane.

Scheda Autore
Giovanni Sangiorgi
Nome: Giovanni Sangiorgi
Alcune informazioni su di me:
Head hunter ed esperto di ricerca e selezione di personale. Ho lavorato come dipendente sia in grandi gruppi (Gruppo Ferruzzi, Gruppo Crif) che in piccole aziende. Nel 2000 ho coniugato la mia predisposizione alla selezione del personale con le nuove tecnologie collaborando alla creazione dei primi portali dedicati all'e-cruitment. Poi mi sono dedicato in proprio alla ricerca e selezione del personale alternando interventi di consulenza direzionale in azienda, risolvendo problemi legati alle risorse umane, all'organizzazione ed alle attivià commerciali.