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trovare lavoro con l'autovalutazione

Valutare le proprie competenze per cercare lavoro

Il primo passo da fare quando si cerca lavoro, in qualunque situazione ci si trovi, è quello di fare una valutazione seria ed approfondita delle proprie caratteristiche. La frase corretta è "cerco lavoro" e non "cerco qualsiasi lavoro". La differenza non è sottile: un conto è quello che TU sei disposto a fare, un altro è quello che una azienda è disposta a farti fare. 

Quindi per proseguire correttamente occorre porre sempre la domanda: Cerco lavoro fra quelli che so fare bene.

Devo riconoscere che può capitare di trovare lavoro per una mansione che non avete mai, mai fatto; occorre considerarla come l'eccezione che non scalfisce la validità della regola. Vale infatti solo per lavori molto particolari ed in condizioni altrettanto particolari: di solito si tratta di occupazioni che non richiedono una formazione approfondita e che per svariati motivi nessuno vuole fare e per cui l'azienda non può aspettare di trovare il candidato giusto, questo perchè il candidato perfetto è quello immediatamente disponibile.

Le competenze per trovare lavoro

Partiamo dal presupposto che le competenze che servono sono quelle che il datore di lavoro richiede e non quelle che possedete o che credete di avere. E' sempre stato così e così sarà. E' però fondamentale conoscere bene le proprie caratteristiche: ci aiuta a non perdere tempo rispondendo ad offerte di lavoro per cui non siamo tagliati, ma anche a scrivere meglio il nostro curriculum ed anche ad affrontare il colloquio di selezione in modo eccellente.

Un tempo, il secolo scorso ed all'inizio di questo, si parlava di bilancio delle competenze ed era il fondamento base per tutti gli operatori che facevano orientamento professionale. Ora l'orientamento non lo fa seriamente più nessuno: il settore pubblico è sparito, e prima di sparire la rete dei centri per l'impiego preposta a questo funzionava a macchia di leopardo, in alcune provincie sì ed in altre no, molto dipendeva dalle caratteristiche dell'addetto. In questo già si vedeva uno dei principali problemi: chi deve orientare non sa quasi nulla dell'azienda, non ci ha mai lavorato un giorno e le cose che conosce o gliele hanno raccontate, ho ha partecipato ad un corso o le ha lette in qualche libro, più o meno come le persone che chiedono un supporto....... Beh, adesso si parla di Self Marketing o di marketing di sé stessi, aldilà dei contenuti è un modo decisamente più fico di descrivere la stessa cosa.

Quindi le competenze che è necessario valutare possono essere suddivise in tre segmenti distinti: le competenze di base, quelle personali e quelle professionali.

Per guidarci nel percorso utilizziamo dati certi, quindi siccome partiamo sempre dalle richieste delle aziende che assumono utlizziamo i dati dell'osservatorio Wollybi da cui abbiamo ricavato queste schede: competenze base per trovare lavoro - competenze personali per trovare lavoro - competenze professionali per trovare lavoro

Come fare una autovalutazione che sia efficace per trovare lavoro

Ci sono due aspetti fondamentali:

  1. riconoscere le competenze
  2. valutare oggettivamente le competenze

Come in tutte le cose si può fare un lavoro professionale affidandosi ad un vero esperto (meglio un selezionatore che un orientatore - se avete dubbi scrivetemi che vi illustro perchè) o procedere in autonomia seguendo un minimo di metodo, che è poi lo scopo di questo articolo.

Come riconoscere le competenze

Si parte dalla bozza del proprio curriculum utilizzando uno schema a zoom progressivo, da ripetere per ciascuna esperienza partendo dalla prima fino alla più recente riportando il tutto in un foglio elettronico tipo excel.

  1. Incarico, ruolo o mansione: mettiamo l'etichetta, che corrisponde a quello che sta nel biglietto da visita o nel come venite presentati o vi presentate in azienda.
  2. Stilate un elenco il più dettagliato possibile delle attività che avete svolto.
  3. Per ciascuna attività elencate poi quali strumenti, quali istruzioni/informazioni e quali interazioni (capi, colleghi, collaboratori, clienti, fornitori,....) sono necessarie per lo svolgimento di ciascuna attività.
  4. Per ciascun strumento elencato esprimete una valutazione qualitativa sulla vostra padronanza. Oltre a questo una indicazione (come preferite voi) sulle variazioni nel tempo, cioè a che livello eravate appena assunti e a che livello siete arrivati al momento del termine dell'esperienza o a quello attuale (sempre nella stessa mansione)

Ecco che avete un bell'elenco delle vostre competenze. Potrete anche suddividerle fra quelle di base, quelle personali (o trasversali), quelle professionali.

Per avere un confronto potete consultare il sito di ISFOL e navigando nelle professioni avendo cura di trovare o quella che meglio vi descrive o quella a cui ambite vi troverete a consultare un dossier bello completo con schede dettagliate che  vi consentono di avere un quadro abbastanza attendibile della media nazionale per quel tipo di lavoro.  Questo è un esempio della scheda dettagliata con compiti ed attività specifiche.

 

Una buona prassi è confrontare queste schede (date uno sguardo anche alle altre - sono nel menu riquadro a sinistra della scheda principale) con l'elenco che avete fatto. Fate anche le corrette valutazioni fra quello che in queste schede è riportata e che nel vostro elenco manca: lo avete dimenticato oppure proprio non vi riguardava. In quest'ultimo caso aggiungete una nota in fondo all'elenco indicando il perchè non avete mai svolto quell'attività.

Come valutare oggettivamente le competenze

Qui la cosa si fa un poco più complessa. Riprendete l'elenco di prima e createne uno nuovo che invece racchiuda tutta la vostra carriera professionale. A fianco di ogni singola voce (vedi punto 3 delle istruzioni precedenti) riportate anche in quante diverse esperienze si riscontra quella voce ed il numero di anni complessivi in cui ne avete fatto uso. Poi ripetete quanto riportato al punto 4 dell'elenco prendendo come riferimento l'inizio della vostra carriera professionale e lo stato attuale.

Questo vi consente di avere un quadro d'insieme che vi mette in condizioni di individuare quali competenze avete sviluppato meglio e quali un po meno.

Ora accanto ad ogni micro competenza, corrispondente ad una singola riga del foglio elettronico, scrivete in modo il più critico ed onesto possibile gli eventuali margini di miglioramento.

Quindi riportate le voci un una nuova tabella e mettete una valutazione sulle competenze utilizzando una scala a 5 valori per indicare il livello di conoscenza: per niente; poco; abbastanza; molto; moltissimo.

Dove non ci sono margini di miglioramento riportate moltissimo, e poi scalate di conseguenza. Potete anche cambiare idea in corso e scoprire d iavere margini di miglioramento dove non pensavate.

Ripeto, poi queste valutazioni le dovrete correggere (tenendo sempre memorizzata la base) dopo i diversi colloqui. 

Scheda Autore
Giovanni Sangiorgi
Nome: Giovanni Sangiorgi
Alcune informazioni su di me:
Head hunter ed esperto di ricerca e selezione di personale. Ho lavorato come dipendente sia in grandi gruppi (Gruppo Ferruzzi, Gruppo Crif) che in piccole aziende. Nel 2000 ho coniugato la mia predisposizione alla selezione del personale con le nuove tecnologie collaborando alla creazione dei primi portali dedicati all'e-cruitment. Poi mi sono dedicato in proprio alla ricerca e selezione del personale alternando interventi di consulenza direzionale in azienda, risolvendo problemi legati alle risorse umane, all'organizzazione ed alle attivià commerciali.